
La Biennale arte ragazzi è un progetto culturale dedicato al rapporto tra arte e pedagogia, didattica e gioco, e più in generale al complesso mondo della rappresentazione grafica, formale e strutturale dei bambini e dei ragazzi.
Si tratta di un progetto di rete territoriale - curato da Altreforme e Dimensione Cultura - in cui si mettono in relazione le diverse esperienze e linguaggi dell’arte contemporanea con la città e il territorio.
L’infinito della materia è il titolo della prima edizione della Biennale Arte Ragazzi, che ha coinvolto 250 bambini della scuola primaria e scuola secondaria di primo grado del Friuli Venezia Giulia e del Veneto.
Sono stati attivati 15 laboratori sulla relazione tra segno, gesto e materia, considerando soprattutto quegli artisti che hanno abbandonato le rappresentazioni realistiche e dato un nuovo senso dello spazio, non più solo prospettico.
Nei laboratori artistici la materia è stata trattata per la sua straordinaria versatilità e ricchezza, per la sua qualità tattile e il suo valore cromatico, per le sue proprietà specifiche, che diventano il principio organizzatore dell’opera di molti artisti contemporanei. Incidere, attorcigliare, ammaccare, piegare, raggrinzire, strappare, scheggiare, tagliare, corrodere sono azioni di trasformazione della materia che indica la nodalità della differenza.
Attraverso l’attività con i bambini si è messo in scena il divenire di una materia instabile, precaria, ma anche il legame tra “la superficie materiale del quadro e il gesto concreto. Una materia che si aggruma sulla tela, grassa, obesa, esuberante. Il segno si carica di energie primordiali, dove ogni forma senza alcun punto fermo è immersa nell’indefinito spaziale. I margini dei quadri diventano provvisori, incerti. Anche la superficie è superata per dimensioni tattili che portano alla via della pittura-oggetto.
Le foto ritraggono alcuni dei lavori realizzati dai bambini nei laboratori didattici.
Sono superfici bianche di gesso o di caolino con l’utilizzo di altri materiali. Il lavoro si focalizza su minimi interventi, affidando la trasformazione del materiale ad un processo che avviene da sé.
Artisti di riferimento: Piero Manzoni
È un lavoro sullo spazio pittorico, creato mediante la sovrapposizione di materie sul supporto: spessi strati di gesso, colore, inserti di garza, tessuto e altri materiali, per esplorare la ricchezza della materia e la fisicità del colore.
Artisti di riferimento: Jean Fautrier, Antoni Tápies
È un lavoro sul segno: macchie informi-informali di colore sgocciolate sul piano, grovigli, graffi, suggeriscono immagini che rimandano a uno stato originario.
Artisti di riferimento: Wols, Hans Hofmann
La tela stessa rivela la sua trama creando dei movimenti di superfici: le fasce trasformano la pittura in oggetto plastico.
Artisti di riferimento: Salvatore Scarpitta
Un percorso col il corpo e sul corpo. Il lavoro è un invito ad avere una particolare attenzione su di sé e sugli altri, ad un guardare, ascoltare e muoversi, dove il corpo coinvolto in prima persona diviene il primo strumento d'azione all'interno dell'opera d'arte.
Artisti di riferimento: Stefano Babboni
L’attività è legata all'impiego di materiali «non artistici», naturali e organici (legno, pietra, sabbia, vegetali,), assunti nella loro espressività primaria e immediatezza sensoriale e spesso proposti sotto forma di installazioni in stretto rapporto con l'ambiente. Nei laboratori l’attenzione si è rivolta a materiali locali, trovati sul posto, con un lavoro osservazione del materiale, di sperimentazione di intrecci, sovrapposizioni, incastri, sfruttandone le proprietà specifiche.
Artisti di Riferimento: Joseph Beuys, Mario Merz, Giuseppe Penone
Per maggiori informazioni: contattare via e-mail Augusta Eniti