«Avevo iniziato a conoscere il mondo come sloveno, e ora non riuscivo a sopportare l’imposizione di trasformarmi in un italiano.» – Boris Pahor (1913 – 2022)
Julka è una bambina di otto anni della comunità slovena e ha due amici, Danilo e Marko, dai quali è inseparabile. Le loro vite cambiano drasticamente quando il regime fascista impone l’italiano come unica lingua e vieta l’uso delle lingue locali e dialettali, dando così inizio a un periodo di opressione e persecuzione. Un giorno, un insegnante, convinto sostenitore dell’italianizzazione forzata, sentendo Julka parlare sloveno in classe, decide di punirla con violenza.
Concentrandosi sull’aspetto dell’imposizione linguistica come strumento di dominio, questo cortometraggio trascende il suo contesto storico e propone una riflessione su un tema attualissimo. Oggi come allora regimi nazionalisti, negando la lingua negano l’esistenza stessa delle comunità locali, la loro storia e la loro specificità culturale, creando le condizioni per la pulizia etnica.









