Nel 1974 Dora (8 anni) emigra a Zurigo al seguito dei genitori, ma in quegli anni la legge svizzera impedisce ai figli degli emigrati di vivere in famiglia. Le sue aspettative di trasferirsi in una grande città sono così deluse. Lei dovrà vivere nascosta in casa senza far rumore. Nel film, le parole dei testimoni raccolte in fase di ricerca sono trasformate in narrazione e sequenze di immagini che ricostruiscono le situazioni, le emozioni e le fantasie dei bambini nascosti. Per sopravvivere alla sua condizione di solitudine e noia, Dora crea un mondo fantastico: suoni e colori del mondo esterno a lei inaccessibile stimolano la sua immaginazione, e la fanno sprofondare in un mondo di fiaba. Tutto ciò che vediamo è ciò che lei vive, ciò che lei sente. La Svizzera sognata da Dora e che non la vuole, è mostrata attraverso filmati d’archivio, che raccontano una società ricca, operosa, in cui realizzarsi, ma anche le condizioni cui devono sottostare gli immigrati e le parole dell’opinione pubblica.