Non sono mai stata lì

In qualsiasi luogo, in qualsiasi momento, c’è un bambino clandestino che si nasconde in casa. Dora è una bambina di 8 anni che si crea un mondo fantastico per sopravvivere al suo status. Mentre la paura la trascina in una vecchia fiaba, i suoni e i colori provenienti dall’esterno stimolano la sua immaginazione.

Durante un viaggio in treno, ascoltiamo la storia di una donna, che racconta della sua esperienza come figlia di immigrati nella Svizzera negli anni ’70. Un flashback ci riporta al 1977, Dora ha 8 anni, è figlia di lavoratori stagionali e vive illegalmente in casa. Sempre chiusa nella stanza, senza fare rumore, combatte la noia e la solitudine  inventandosi un mondo fantastico che nasce da percezioni sensoriali combinate con il ricordo di una fiaba.

La sua relazione principale con la realtà è attraverso l’immaginazione e le visioni fantastiche prodotte dalle luci e dai rumori che arrivano dall’esterno. Il film dà sostanza a queste sensazioni immateriali. Grazie a filmati d’archivio, possiamo dare una visione della società degli anni ’70: la vita di tutti i giorni, le persone al lavoro, i passanti, i bambini che vanno a scuola. L’esperienza della bambina è in conflitto con il mondo esterno che stimola alternativamente la paura o la curiosità. Dora deve fare attenzione a non fare rumore, perché la sua vicina potrebbe denunciare la sua presenza.

Un giorno, la curiosità la spinge a guardare fuori dalla finestra venendo scoperta dalla vicina. La prima volta che vedrà finalmente la Svizzera è durante il suo viaggio di espulsione.

Documentario sperimentale, 52 min, Italia/Croazia
Status: in sviluppo

Pitching Forum
Selezionato a ZagrebDox Pro, 2020

Regia: Debora Vrizzi
Soggetto: Andrea Trincardi
Sceneggiatura: Andrea Trincardi, Debora Vrizzi, Augusta Eniti
Prodotto da: Andrea Trincardi (Altreforme), Dijana Mladenovic (Kinematograf)

Con il sostegno di: Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, RE-ACT Co-Development Funding Scheme