Segni particolari nessuno

La storia di Federico Tavan, uno dei più importanti poeti friulani contemporanei, i cui versi impetuosi e ribelli sono stati apprezzati anche fuori dall’Italia.

«Scrivevo in italiano perché quando si andava a scuola in Andreis le maestre ci picchiavano e ci insegnavano che parlare la nostra lingua era peccato e si andava all’inferno […]. Poi ho scritto in andreano: l’andreano è una lingua bella, piena di miele […]. E inoltre l’italiano non lo so. Conosco solo sessanta parole, sono costretto ad andare giù a Montereale per conoscerne di nuove; l’ultima è stata “ossimoro”. Ma ho già dimenticato che cosa significa. Fino a qualche anno fa scrivevo poesie nudo davanti allo specchio. Riempivo i cassetti e le tasche di poesie. Poi, grazie a qualche buona persona, le ho pubblicate. Ho continuato perché in Andreis d’inverno le notti sono lunghe e fredde. […] Scrivo perché mi piacciono le parole: albero, cane, fagiolo, zucca… io le parole le mangerei».

Documentario, 85 min, Italia
Status: completato (2012)

Regia, fotografia e montaggio: Paolo Comuzzi
Assistente alla regia: Andrea Trangoni
Soggetto e interviste: Augusta Eniti
Sceneggiatura: Paolo Comuzzi e Augusta Eniti
Musica: Massimo Toniutti
Voce narrante: Luca Della Bianca e Fabian Riz

Produzione: Altreforme

Con il sostegno di: Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, Rai Sede di Trieste, ARLeF